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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

Tranne quelle mie, la maggior parte delle citazioni sono ora private e solo alcune sono pubblicamente accessibili.

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WILFRED THESIGER
Per me esplorare era un'avventura personale. Non andavo nel deserto arabo per raccogliere piante o per fare una mappa; cose del genere erano accidentali. Nel mio intimo sapevo che scrivere o perfino parlare dei miei viaggi significava sminuirne la portata. Volevo trovare la pace nell'asprezza dei viaggi nel deserto e nella compagnia della gente che lo frequentava. Mi ero proposto una meta in quest [continua...]
REINALDO ARENAS
Perché la stragrande maggioranza del popolo e gli intellettuali non si resero conto del fatto che stava incominciando una nuova tirannide, più sanguinosa ancora della precedente? Forse ce ne rendemmo conto, ma la gioia di sapere che si viveva un rivoluzione, che una dittatura era stata abbattuta e che era giunto il momento di vendicarsi, era più grande delle ingiustizie e dei crimini che venivano [continua...]
HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT
Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto.
ARTHUR C. CLARKE
Stiamo per conquistare la libertà dell'intero Universo e tutto ciò che questo implica. Non penso che possa essere valutato in cifre di sterline o dollari. Alla lunga la conoscenza paga sempre in moneta sonante, ma qui andiamo assolutamente al di là di ogni prezzo.
DOUGLAS ADAMS
Be, c'è questo Dio, il vostro Dio, che piazza un melo in mezzo al giardino e dice: "ragazzi, fate quello che volete, ma non mangiate le mele". Caso straordinario, loro addentano una mela, ed ecco che lui ti salta fuori da dietro un cespuglio gridando: "Vi ho beccati, vi ho beccato!". Non avrebbe fatto molta differenza se non avessero mangiato la mela. Perché no? Perché quando hai a che fare [continua...]
PHILIP JOSÉ FARMER
Gli Stati Uniti d'America sono una Repubblica Socialista Sovietica, mentre metà del mondo ruota intorno all'Asse dominato dall'Argentina, dove una dittatura militare tenta d'impadronirsi del mondo intero. La Luna è una colonia sovietica, Marte è occupato dai soldati dell'Asse. Il Papa viene ospitato su Marte, ossequiato formalmente, ma sorvegliato a vista. Alla distruzione dello stato di'Israele s [continua...]
BILL BRYSON
Mi confortai al pensiero che perlomeno avevo ancora la ragione. O perlomeno così mi sembrava. Presumibilmente una persona in stato confusionale non riuscirebbe a capire di essere in stato confusionale. Per cui se uno sa di non essere in stato confusionale, significa che non lo è, a meno che, mi venne improvvisamente in mente - e quel pensiero mi atterrì - a meno che persuadere se stessi di non ess [continua...]
TIMUR VERMES
Rimasi a bocca aperta. La Provvidenza aveva donato al popolo tedesco un grandioso, meraviglioso strumento di propaganda e qualcuno lo sprecava divagando sulle rondelle di porro. Ero talmente furibondo che avrei voluto gettare l'apparecchio dalla finestra.
ROBERT MACFARLANE
Pensai che i cacciatori di Guga, quando ogni anno se ne andavano da Sula Sgheir, lasciavano in cima all'isola le ali amputate della sule uccise, quattromila ali di duemila uccelli, e che quindi, all'arrivo della prima grande tempesta d'autunno migliaia di quelle ali mozze dovevano sollevarsi da terra, dando l'impressione a chi guardasse la scena dal mare che la rupe stessa cercasse di alzarsi in v [continua...]
JON KRAKAUER
A cavalcioni del tetto del mondo, con un piede in Cina e l'altro in Nepal, ripulii la maschera dell'ossigeno dal ghiaccio che vi si era condensato sopra e, sollevando una spalla per ripararmi dal vento, abbassai lo sguardo inebetito sull'immensa distesa del Tibet. A un certo livello, con distacco, comprendevo che la curvatura dell'orizzonte terrestre che s'inarcava ai miei piedi era uno spettacolo [continua...]
JON KRAKAUER
La trasformazione della cultura del Kumbu non avviene certo in meglio, ma non ho sentito molti sherpa lamentarsene. La valuta portata da trekker e scalatori, oltre ai finanziamenti delle organizzazioni internazionali di soccorso da questi sostenute, sono stati utilizzati per fondare scuole e cliniche mediche, per ridurre la mortalità infantile, per costruire passerelle sui fiumi e portare l'energi [continua...]
FEDOR DOSTOEVSKIJ
Si convinceranno pure che non potranno mai nemmeno esser liberi, perché sono deboli, viziosi, inetti e ribelli.
SURAYA SADEED
Per uno scherzo della storia, a quell'epoca gli afghani non avevano bisogno di un visto per andare in Germania. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli Alleati avevano preteso che il governo afghano consegnasse tutti i cittadini tedeschi che vivevano nel paese. Il governo afghano aveva rifiutato. Gli stranieri residenti in Afghanistan erano considerati ospiti del popolo afghano, e nessuno individuo [continua...]
SURAYA SADEED
Con i tuoi soldi ho comprato quattro coperte. -
SURAYA SADEED
Contrariamente a quello che molti credono, il burka non è un'invenzione dei talebani. In Afghanistan ha una lunga storia. Secoli fa il burka era considerato uno status symbol, perché solo la moglie di un uomo ricco poteva permetterselo. Una donna indossava il burka per far capire che non era una contadina che lavorava nei campi.
NAZER MENDE
Per me la libertà è anche terrificante. Catturata da bambina, ho trascorso l'adolescenza e la prima età adulta in schiavitù; per tutto quel tempo non sono stata una persona, non sono veramente esistita. Non avevo medico, dentista, scuola, amici, famiglia, conto in banca, tasse da pagare, niente da vendere o da comprare, telefonate da fare o da ricevere, decisioni da prendere, perché tutto era già [continua...]
NAZER MENDE
Avevo una nuova famiglia, benché io fossi la schiava e loro i padroni. Non c'era nessuno con cui parlare del passato, ricordare le risate e l'affetto, riaffermare la mia vera identità. Non avevo nulla di tangibile che mi ricordasse la mia vita di nuba, dato che nemmeno un oggetto era scampato alla razzia. Mi ero convinta che quegli arabi fossero onnipotenti e che fossero autorizzati a dominare noi [continua...]
NAZER MENDE
La signora mi fece sedere su un basso sgabello di legno e mi divaricò le gambe il più possibile, poi scavò un buco nel terreno sotto di me. Vedendola estrarre un rasoio e lavarlo, rimasi paralizzata dal terrore. Poi, senza dire una parola, si accovacciò tra le mie gambe. La sentii afferrarmi le labbra della vagina e cacciai un urlo da gelare il sangue. Con un rapido movimento della lama verso il b [continua...]
NAZER MENDE
"Questi hawaja - i bianchi - sono brava gente," disse mio padre sorridendo, durante il tragitto verso la capanna. "Vengono da molto, molto lontano per aiutarci, perché sanno che le piogge non sono arrivate e noi abbiamo fame. Gli arabi, invece, non ci aiutano, anche se abitiamo nello stesso Paese". Nonostante la mia tenera età, capivo che a mio padre gli arabi non piacevano, benché non ne comprend [continua...]
ISHMAEL BEAH
Gli sparai nei piedi e restai a guardarli soffrire per un giorno intero, prima di ammazzarli con un colpo in testa perché smettessero di piangere. Li fissavo negli occhi, e prima di premere il grilletto li vedevo rinunciare a ogni speranza e irrigidirsi. Trovavo irritanti i loro sguardi tristi.
ISHMAEL BEAH
Il caporale diede il via con un colpo di pistola, io afferrai la testa dell'uomo e gli tagliai la gola con un solo gesto fluido. Il pomo d'Adamo cedette subito alla lama affilata, e non mi restò che girare la baionetta dalla parte zigrinata per estrarla. L'uomo rovesciò gli occhi e guardò fisso nei miei, prima di immobilizzarsi in un'espressione di terrore, come se lo avessi colto di sorpresa, per [continua...]
NAZER MENDE
Con il passare del tempo fissai alcune regole di sopravvivenza; se le rispettavo, avevo meno probabilità di essere picchiata. Primo: se Rahab mi dava un ordine, dovevo accertarmi di avere capito esattamente che cosa voleva, perciò ascoltavo con molta attenzione le sue parole e poi gliele ripetevo. Secondo: se mi chiedeva di fare una cosa, dovevo farla il più velocemente possibile. Non potevo ferma [continua...]
FERRUCCIO FÖLKEL
Il padre della sposa alla festa del matrimonio della figlia fa un discorso agli invitati: "Figli e figlie di Israele, poiché oggi siamo ricolmi di gioia, non dimentichiamo i poveri. Anzi, vi chiedo di gridare insieme a me: Evviva i poveri..."
FERRUCCIO FÖLKEL
Funkelstein conversa con Epstein: "Abbiamo sofferto tanto: esilio, ghetti, pogrom... Però li abbiamo fregati". "E come?" "Con la psicoanalisi"
ARKADIJ BABCHENKO
Anche loro devono urlare di notte e piangere mentre dormono e ficcarsi sotto il letto senza svegliarsi quando in cortile scoppia un petardo di Capodanno, guaire dalla paura, come è successo a noi. Sono colpevoli delle nostre morti tanto quanto quelli che ci hanno ucciso, come quelli che ci hanno spinti al massacro. Perché non hanno scioperato a Mosca, perché non hanno sbarrato le strade con i picc [continua...]
ARKADIJ BABCHENKO
Il battaglione entra in un villaggio. E' quasi intatto, hanno sparato poco, ma gli abitanti non si vedono. Sulla piazza centrale il vento a volare le carte e la polvere a mulinelli. Tutt'intorno alla piazza, proprio davanti alle case, sono piantate delle grandi croci. Ci sono appesi soldati russi crocifissi, sono inchiodati per le mani ai bracci, ognuna ha nel petto i fori dei proiettili. Li ha [continua...]
DAK ELENA
Assaporai l'aria della sera che aveva ritirato gli artigli, un'aria che portava l'odore della roccia fresca intorno a noi e del deserto poco lontano: il profumo migliore che non sa di niente. L'Air di notte sembra un luogo della mente, come se l'immobilità dei monti fosse l'esito di un incantesimo. Mi faceva compagnia il rumore ovattato delle zampe dei dromedari sulla sabbia, l'unico rumore che si [continua...]
SVEN LINDQVIST
Nel deserto tutti i cambiamenti sono già avvenuti. Nulla cresce, nulla avvizzisce, nulla imputridisce. Tutto è già passato. Resta solo l'eternità.
ERNST JUNGER
La triste impressione delle distruzioni rendeva più sensibili l'abbandono e il profondo silenzio, interrotto di tanto in tanto dai colpi sordi dei cannoni. Zaini lacerati, fucili spezzati, brandelli di stoffa e in mezzo, contrasto orrendo, un giocattolo, spolette di granata, profondi imbuti di proiettili esplosi, bottiglie, attrezzi per la mietitura, libri strappati, suppellettili domestiche, pert [continua...]
FREDERICK DOUGLASS
Avete letto come un uomo fu fattto schiavo; leggerete ora come uno schiavo fu fatto uomo.
AYAAN HIRSI ALI
Quando sento affermare che i valori dell'Islam sono la compassione, la tolleranza e la libertà, io guardo la realtà, le culture e i governi, e vedo che non è così. Gli occidentali hanno paura di farlo perché temono di essere accusati di razzismo. Ma questa paura deve essere superata.
AYAAN HIRSI ALI
Di notte, sola, non riuscivo a frenare i pensieri. Ogni volta che chiudevo gli occhi mi si presentava davanti la scena dell'omicidio e Theo [Van Gogh] che diceva al suo assassino: "Non ne possiamo parlare?". Era così olandese, così innocente; Theo doveva aver pensato che si trattasse di un equivoco di cui si poteva discutere. Non capiva che il suo killer era imprigionato in una visione del mondo c [continua...]
AYAAN HIRSI ALI
La maggioranza dei mussulmani non va a scavare nella teologia, e raramente il Corano viene letto: viene insegnato in arabo, lingua che la maggior parte dei mussulmani non conosce. Di conseguenza, quasi tutti pensano che l'Islam parli di pace. E' da queste persone, oneste e gentili, che si è originata la credenza erronea secondo cui l'Islam sarebbe pacifico e tollerante. [in realtà] esso regola ogn [continua...]
AYAAN HIRSI ALI
La società funzionava senza alcun riferimento a Dio, e sembrava perfettamente efficiente. Il sistema di governo creato dall'uomo pareva tanto più stabile, pacifico, prospero e felice dei sistemi di presunta origina divina che ero stata educata a rispettare.
AYAAN HIRSI ALI
I paesi in cui si adorava Allah e si obbediva alle sue leggi non avrebbero dovuto essere prosperi e in pace, e quelli dei miscredenti ignoranti, poveri e in guerra?
CHRIS KYLE
Le notizie che uscivano sui giornali parlavano soltanto delle atrocità e di come sarebbe stato impossibile pacificare Ramadi.Volete sapere una cosa? Noi abbiamo ucciso tutti quei cattivi, e cosa è successo? I leader delle tribù irachene alla fine si sono resi conto che facevamo sul serio, alla fine si sono uniti a noi non solo per autogovernarsi, ma per buttare fuori i ribelli [continua...]
CHRIS KYLE
La gente che sta a casa a volte sembra non capire come si sono comportate le forze armate in Iraq. Scopre, sopresa o scioccata, che noi scherzavamo spesso sulla morte, su quello che vedevamo.Potrà sembrare crudele o poco appropriato e, forse, lo sarebbe in circostanze diverse. Ma nel contesto in cui operavamo aveva un significato.In parte serviva a scaricare la pressione e la tensione, ne s [continua...]
CHRIS KYLE
Si dice che per uccidere il tuo nemico devi prendere le distanze da lui. Se questo è vero, in Iraq i ribelli ci resero le cose molto facili. La storia di quella madre che, incurante della presenza del figlio, tirò la sicura della granata è solo uno dei disgustosi episodi di cui sono stato testimone. Combattevamo contro fanatici che avevano come unico valore la loro interpretaz [continua...]
CHRIS KYLE
Alla fine i Marine fecero uscire dal complesso circa duecentocinquanta civili[...]. Se non avevano sparato di recente con un'arma da fuoco (i Marine controllavano con un test apposito), non risultavano nell'elenco dei ricercati e non avevano l'aria sospetta, davano a ogni capofamiglia duecento dollari e gli dicevano di andarsene.
CHRIS KYLE
Non ho rischiato la vita per portare la democrazia in Iraq. Ho rischiato la vita per i miei compagni, per proteggere i miei amici e i miei connazionali. Sono andato in guerra per il mio paese, non per l'Iraq. Il mio paese mi aveva mandato là in modo che tutta quella merda non arrivasse a lambire le nostre coste. Non ho combattuto neppure una volta per gli iracheni. Degli iracheni non mi fre [continua...]
CHRIS KYLE
Oltre ad esse particolarmente inetti, molti Junud [i militari iracheni] erano semplicemente pigri. Quando chiedevi loro di fare qualcosa, rispondevano: "Inshallah". Alcuni traducono l'espressione con "Se Dio vuole", ma il vero significato è: "Neanche per sogno".
AYAAN HIRSI ALI
Era venerdì 24 luglio 1992, il giorno che salii sul treno. Ci penso ogni anno. Lo considero il mio vero compleanno: la mia nascita come persona, libera di decidere per se stessa. Non stavo fuggendo dall'Islam o verso la democrazia. Non erano grandi ideali quelli che mi muovevano allora. Ero solo una ragazza che voleva trovare la strada per essere un individuo a pieno titolo e, per questo, feci un [continua...]
AYAAN HIRSI ALI
Il Corano prescrive che le donne siano sempre sessualmente disponibili per il marito. Mio padre non entrò in dettagli, ma lesse: "Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere". Spiegò: "Devi esserci sempre per tuo marito, a letto e fuori dal letto. Non farti pregare, non rifiutarti, non indurlo a cercare altrove".
AYAAN HIRSI ALI
Alla fine l'albergo che trovò doveva essere uno dei meno cari di Mogadiscio, il genere di posto in cui nessuno chiede il certificato di matrimonio. Mancava ancora al corrente, dovemmo prendere una torcia per arrivare in camera. Quando la porta si aprì uno scarafaggiò si precipitò sotto il letto. Mahmud mi passò la torcia e mi guardò in faccia per la prima volta in tutta la serata. Disse che potevo [continua...]
MALALA YOUSAFZAI
C'è un altro problema, ancora più grande. I talebani erano una creatura dei nostri servizi segreti. Molti funzionari dell'ISI erano vicini ai loro leader in quanto li conoscevano da anni e condividevano in parte le loro posizioni. [...] Noi non eravamo sostenitori dei talebani perché avevamo sentito dire che distruggevano le scuole femminili e avevano fatto saltare in aria gli antichi Buddha gigan [continua...]
RAY BRADBURY
- Che cosa guardi con tanta forza, papà? - - Sto cercando logica e buon senso terrestri, buon governo, pace e senso di responsabilità, sempre terrestri. - - Tutte queste cose sono là, sulla Terra? - - No, non ce le ho trovate. Non ci sono più. Forse non vi ritorneranno nemmeno più. Forse ci siamo illusi che vi siano state un tempo. -
RAY BRADBURY
C'era una bianca cittadina silente sulla riva dell'estinto mare marziano. Era deserta. Nessuno vi si muoveva. Luci solitarie ardevano nelle botteghe per tutto il giorno. Le porte dei negozi erano aperte, come se la gente fosse improvvisamente partita, dimenticandosi di usare le chiavi. Riviste, portate dalla Terra sul razzo argenteo un mese prima, palpitavano al soffio del vento, intatte, già ingi [continua...]
TED SIMON
Il mio primo incontro coi popoli tribali del deserto sudanese, nel 1973, era stato una rivelazione. Ero rimasto impressionato dalla loro lucidità, dignità e integrità. [...] Durante quel viaggio idilliaco nel deserto mi pareva di aver capito l'Islam molto meglio di prima. Essendo ateo, tendo a giudicare le religioni più che altro dal comportamento dei loro adepti, ed ero profondamente impressionat [continua...]
JAMES GRAHAM BALLARD
Nella zona del disastro ciascuno di noi c'è già ed è troppo tardi per uscirne.
STANISLAW LEM
Mi fermai, respirando a fatica, vicino alla piscina, sedetti sul bordo di cemento e vidi il riflesso delle stelle. Non avevo bisogno di stelle. Ero stato un pazzo, un folle, quando avevo lottato per prender parte alla spedizione, quando mi ero lasciato ridurre a un sacco che schizzava sangue nei gravirotor; a che mi era servito, perché, perché non sapevo che si deve essere uomini comuni, i più com [continua...]
GABRIEL GARCIA MARQUEZ
Lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
GABRIEL GARCIA MARQUEZ
José Palacios, il suo domestico più antico, lo trovò che galleggiava sulle acque depurative della vasca da bagno, nudo e con gli occhi aperti, e credette che fosse annegato. Sapeva che era uno dei suoi molti metodi per meditare, ma lo stato di estasi in cui giaceva alla deriva sembrava quello di chi non appartiene più a questo mondo. Non si azzardò ad avvicinarsi, ma lo chiamò con voce sorda secon [continua...]
GABRIEL GARCIA MARQUEZ
I sintomi dell'amore sono gli stessi del colera.
GABRIEL GARCIA MARQUEZ
"Il migliore amico", soleva dire allora, "è quello che è appena morto".
GABRIEL GARCIA MARQUEZ
Il colonnello Aureliano Buendìa si rese conto, senza sorpresa, che Ursula era l’unico essere umano che fosse riuscito a sviscerare la sua miseria, e per la prima volta in molti anni si arrischiò a guardarla in faccia. Aveva la pelle cotta, i denti cariati, i capelli appassiti e senza colore, e lo sguardo attonito. La confrontò al ricordo più antico che aveva di lei, quel pomeriggio in cui lui avev [continua...]
ROBERT E. FULTON JR.
D'un tratto vidi in fondo alla gola una luce tremolante: un fuoco! Mi concentrai su quella fiamma cercando di tener duro. Non mi importava di chi fosse quel fuoco e come mai ci fosse gente in quel posto sperduto, se avesse buone o cattive intenzioni. Il terreno era estremamente accidentato, non potevo continuare in moto, perciò mi avvicinai il più possibile, appoggiai la moto a una roccia e proseg [continua...]
ALBERT CAMUS
Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male [...] mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. [...] Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.
ALBERT CAMUS
Voleva ancora parlarmi di Dio, ma mi sono avvicinato a lui e ho cercato di spiegargli un'ultima volta che mi restava soltanto poco tempo. Non volevo sprecarlo con Dio.
ALBERT CAMUS
Ma tutti sanno che la vita non val la pena di essere vissuta, e in fondo non ignoravo che importa poco morire a trent'anni oppure a settanta quando si sa bene che in tutt'e due i casi altri uomini e altre donne vivranno e questo per migliaia d'anni. Tutto era molto chiaro, insomma: ero sempre io a morire, sia che morissi subito, sia che morissi fra vent'anni.
ALBERT CAMUS
Ho creduto per molto tempo non so per quale ragione che per andare alla ghigliottina si dovesse salire su un catafalco, fare alcuni gradini. […] In realtà la macchina era posata direttamente per terra. […] Ci si fanno sempre delle idee esagerate su ciò che non si conosce. Invece dovevo constatare che tutto è molto semplice: la macchina è allo stesso livell [continua...]

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