Adoro questi libri perché mi affascinano i discorsi di guerra e adoro le truppe speciali, adoro libri dove c'è un corpo speciale in azione, o anche un singolo individuo. Mi affascina incredibilmente leggere resoconti che sono al limite delle capacità umane, e questo perché ogni volta rimango basito dall'immensa forza di volontà e controllo che hanno queste persone, cosa che acquisiscono semplicemente con la dedizione e l'addestramento. Certo, tutti hanno differenze e c'è chi è più bravo in una cosa chi in un'altra, ma l'addetramento e lo studio sono la discriminante fondamentale. Del resto pochi di questi individui sono come il grezzo populismo li immagina, ovvero burberi assassini dal linguaggio volgare e il cervello ristretto, automi al servizio del "sistema"; dietro invece si leggono sempre storie di dedizione, studio, e umiltà.
Dopo il fascino, tuttavia, il sentimento che più mi domina durante la lettura è l'incredulità nei confronti di un mondo in cui debba esistere un mestiere simile. Perché è un mestiere, con le sue difficoltà e le sue particolarità, coi suoi sistemi e i suoi metodi e i suoi protocolli, coi suoi budget e le sue spese, un mestiere in cui uno per non deve vendere un croissant o noleggiare una betoniera, ma deve restare vivo mentre va verso dei tizi che vogliono ucciderlo, e ci va per ucciderli. Un mestiere in cui, invece di prendere l'auto e farsi due ore in autostrada per andare ad una riunione di lavoro e bere caffé e mangiare voulevants e poi sentir parlare di bilanci e statistiche e grafici a torta e a barre, si sale su un'aereo privo di sedili e insonorizzazione, ci si butta in piena notte da 7/8000 mt per poi finire in acqua nell'oceano dove bisogna poi nuotare nel nero assoluto fino a un paese in cui dovrai passare alcuni giorni senza che di te nessuno si accorga né di te resti alcuna traccia, piscio o merda che sia. Che una società, un'intera umanità anzi, necessiti (da sempre) di persone così è allucinante. Fa paura. Ma anche affascina.
Tornando al libro, è un libro un po' noiosetto. I capitoli trattano avvenimenti, ma questi sono narrati con lo scopo di sottolineare la validità della motivazione dei Seals e l'efficacia del loro duro addestramento. Certo, non ci si può aspettare altro, ma la cosa dev'essere bilanciata più a favore dell'azione, perchè la narrazione della motivazione e dell'addestramento alla fine è sempre quella, ogni capitolo identica. Alla fine stufa un po'. Niente a che vedere col magnifico Azione Immediata di
Andy McNab. Del resto anche No Easy Day non aveva niente a che vedere col superbo Pattuglia Bravo Two Zero
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