La parola permette questa lotta temporeggiatrice nei confronti della verità. Ma nulla di simile è possibile quando si fa ricorso al segno. La crudeltà che in esso è racchiusa non permette alcuna finzione differitrice. Il suo significato è chiaro, inequivocabile, e non ha bisogno di venire realizzato, perché è già reale. Il segno si può toccare con mano e disdegna di essere incomprensibile per pietoso riguardo. Non lascia aperta nessuna momentanea via di scampo. Ti costringe a riconoscere per tuo, nato nel tuo cervello, un pensiero che, se l’udissi in parole, respingeresti come vaneggiamento; e così, o devi considerarti pazzo o accettare la verità. Nella parola e nel segno variamente si intrecciano la comunicazione mediata e immediata, e può restare indeciso a quale dei due, se la parola o il segno, vada la palma della più brutale immediatezza. Il segno è muto.
COMMENTO ALLA CITAZIONE:
Riguarda il fatto che a Giacobbe invece della narrazione della scomparsa di Giuseppe viene mandata una coppia di sconosciuto recante solo la veste (ketonet) intrisa di sangue rappreso.
Citazione inserita il 19/03/2025
Categoria: NARRATIVA
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